Caldo e allenamento: hai davvero perso fitness durante l’estate?
(Cubel et al., 2024) Time-course for onset and decay of physiological adaptations in endurance trained athletes undertaking prolonged heat acclimation training.
Il caldo estivo ci ha fatto perdere fitness?
Una pubblicazione di Claes Cubel e colleghi, pubblicata nel 2024 su Temperature, offre uno spunto molto interessante per chi corre, pedala o fa triathlon. Gli autori hanno studiato 20 ciclisti élite. Dieci di loro hanno effettuato per 5 settimane, sei volte alla settimana, un'ora di allenamento in condizioni di caldo.
E quello che hanno osservato è interessante
Dopo circa 3 settimane, erano già evidenti importanti adattamenti alla temperatura: maggiore sudorazione e una migliore capacità di sostenere l'esercizio in condizioni di caldo.
Dopo 5 settimane, il tempo di esaurimento nel test a 40 °C era aumentato di circa 15 minuti.
Ma c'è un dato ancora più interessante.
La massa totale di emoglobina era aumentata del 4% dopo 5 settimane.
In altre parole, il caldo non rappresentava semplicemente una condizione ambientale da "sopportare": aveva prodotto adattamenti fisiologici reali e migliorativi.
Poi arriva la parte che dovrebbe interessare ogni atleta.
Dopo appena 2 settimane dalla fine dell'acclimatazione, gli adattamenti alla prestazione in ambiente caldo erano rapidamente diminuiti, tornando sostanzialmente ai valori iniziali. Anche l'aumento della massa di emoglobina era rientrato.
E allora cosa succede a settembre?
Qui bisogna stare attenti a una conclusione troppo semplice.
Se durante luglio e agosto corriamo più lentamente, non significa automaticamente che abbiamo perso fitness.
Il caldo modifica profondamente la risposta fisiologica all'esercizio: frequenza cardiaca, sudorazione, temperatura corporea e percezione dello sforzo cambiano.
Per questo confrontare semplicemente il ritmo di una corsa di aprile con quello di agosto può portarci a una conclusione sbagliata.
Potremmo essere diventati più lenti.
Oppure potremmo essere altrettanto allenati, ma semplicemente meno capaci di esprimere quel fitness nelle condizioni ambientali estive.
E quando arriva il fresco...
potremmo scoprire che quella forma non era affatto sparita.
Era soltanto nascosta dal caldo
Naturalmente lo studio di Cubel non dimostra direttamente che ogni atleta mantenga intatto il proprio fitness durante l'estate: i partecipanti erano ciclisti élite, uomini, e il protocollo prevedeva una specifica acclimatazione al caldo.
Ma ci ricorda una cosa fondamentale:
prestazione e fitness non sono sempre la stessa cosa.
E forse, prima di giudicare negativamente i nostri ritmi estivi, dovremmo aspettare che sia il termometro a darci finalmente una tregua.
Tu come hai vissuto questa estate? Hai avuto la sensazione di aver perso prestazione oppure, con i primi giorni più freschi, hai ritrovato improvvisamente i tuoi ritmi?
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